Home

Tour De Corse a la Voile: Diario di bordo

  • PDF
  • Stampa
  • E-mail

Entra nei vivo della regata e leggi il “ Diario di bordo “ dell’ armatore e nostro socio Federico...

14/10/2018 Oggi partiamo, alle ore 19 usciremo dal Porto di Cala dei Medici con prua su Bonifacio, Corsica. Il meteo è: poco vento da est, niente da segnalare. Ultimi preparativi, ancora e catena da lasciare in porto, 300 kg., abbiamo altre due ancore, zattera di salvataggio da implementare, quella di Aria è per otto persone, pulire carena ed elica con subacqueo, si guadagnano nodi 0,6, è tanto. Fare rifornimento, cambusa. Attendiamo l’arrivo degli altri membri dell’equipaggio, arrivano alla spicciolata, Ulde è arrivato già ieri sera, questa mattina alle 10,30 arrivano

 

 

i Catanesi, Nato ed Andrea, Angelo in motocicletta da Torino, ma e’ di Mazara del Vallo, gli altri da Livorno più tardi.

E’ appena sorto il sole, giornata limpida, non si vede una nuvola, sembra estate ma siamo a metà ottobre. Siamo pronti.

Alle ore 21 circa siamo partiti, prua a 204 gradi direzione sud ovest, Bocche di Bonifacio.

Non c’è vento quindi andiamo a motore, ci dedichiamo subito alle lasagne portate da Filippo, circa un metro quadro, buonissime, sono  state distrutte in pochi attimi.

Iniziamo un pò di turni, niente di particolare, l’unico fatto da rimarcare è che le navi più grosse sono più fanno da padroni in mare, non rispettano le regole. Verso le due di notte, tra l’ Elba  e Corsica, una nave della Costa crociere, enorme ed illuminata all’inverosimile, ci raggiunge, naviga a 16,5 nodi, ben più di noi che andiamo a 9 nodi. Ok, fino a questo momento nessun problema, tengo monitorato con l’aiuto dell’AIS, la eventuale rotta di collisione, di fatto mi taglia nettamente la rotta superandomi da dx. Non si è spostata di 1 millimetro, bastava che variasse di un grado e mi sarebbe passata dietro. Sono stato costretto a variare di più di trenta gradi per passarle di poppa.

Inizia un poco di vento,finalmente, randa e fiocco, albeggia, nuvoloni neri gonfi di pioggia a sud, minacciosi ma non riescono a raggiungerci, e’ il fronte dello Scirocco che si avvicina.

Arriviamo verso Lavezzi, all’entrata da est a ovest delle Bocche di Bonifacio, rinforzo immediato , il vento raggiunge 23 nodi, avevamo da ore il Gennaker, ora lo ammainiamo e ritorniamo al fiocco. Tocchiamo sempre delle velocità interessanti, minimo 9 nodi fino a 15 nodi. davanti a Bonifacio, che ha delle scogliere molto simili a quelle di Dover, alte e bianche a picco, facciamo allenamento di bolina .

Con le nuove regolazioni delle vele e l’equipaggio in falchetta, tutti, lo sbandamento è limitato e di bolina stretta si va a circa 9,3. 9,6 nodi. Il mare non era formato, solo schiumato da vento katabatico dai 20 ai 30 nodi. Entriamo a Bonifacio, porto naturale molto protetto, bello interessante  Ormeggiamo vicino alla barca di Simone, Muzyka 2, e ci facciamo una pastasciutta pantagruelica alle 15,30. Sera a cena con i due equipaggi, 10 più 9, e buonanotte.

 

16/10/ 2018

Fatte tutte le operazioni di iscrizione, alle ore 18 facciamo la votazione per decidere da che parte si dovrà girare l’isola il giorno dopo. Ha vinto la maggioranza del giro in senso antiorario, anche io avevo votato così.

Ho capito oggi perchè la Regata è calcolata difficile ed impegnativa.

 

17/10:2018  ore 12.00

Partiamo con un leggero vento da levante che passa attraverso le Bocche, la partenza di Aria non sarà mai pericolosa, non mi piace rischiare l’integrità dell’equipaggio e quella della barca, solo per pochi secondi di differenza. Vi sono degli esaltati incoscienti che urlano, acqua acqua, per un diritto di precedenza inesistente. Il panorama è bellissimo, la parte Corsa con tutte le Isole di Lavezzi e Cavallo, mentre dall’altra la Sardegna con la Maddalena, penso siano tra i luoghi più belli del mondo..

Dobbiamo tenere Lavezzi alla ns sinistra ma vi sono delle secche pericolose e dobbiamo stare attenti a non toccare, peschiamo 3 metri. Regoliamo le vele mentre Angelo studia le rotte ed i fondali, incomincia la vera Regata.   Vi sono delle barche che sono più performanti di Aria, significa che sono barche fatte apposta per le Regate, leggerissime, carene plananti, molto invelate. Naturalmente hanno un rating diverso quindi all’arrivo, non sarà primo chi taglia il traguardo per primo ma chi avrà un rating più favorevole in base alle dimensioni ed alle caratteristiche. Iniziano i turnl, abbiamo due ragazzi giovani ma fisicamente preparati che sono instancabili. Decidiamo di dividerci in due gruppi di 5 persone, la suddivisione viene decisa da Alessandro in base alle competenze ed ogni gruppo sarà presente in pozzetto per due ore partendo dalle ore 18 .Naturalmente nel caso di cambio vele od esigenze particolari tutti gli altri saranno a disposizione a chiamata. Bonifacio è un porto molto bello, il porto è ricavato in un fiordo naturale con pareti altissime . Non sono stato a visitare  il Bonifacio vecchio, posto sopra una rocca di arenaria, mi sono riservato di andare la prossima volta perchè merita. Anche il paese intorno al porto non è male, i Corsi sono gentili e non sono come i Francesi arroganti, almeno ho avuto questa impressione. Molti turisti del centro nord Europa che vengono portati da svariati battelli a vedere le grotte naturali e le varie incantevoli isolette . La Corsica finisce in mare con delle pareti di arenaria alte circa 150 metri, a picco. Ricordano moltissimo le pareti di Dover nella manica.Inglese.

Partenza classica, niente di particolare, litigio con un altro equipaggio per diritti di precedenza e via, direzione isola di Lavezzi che funge da boa, tenendola a sx. Passiamo in buona posizione tra i primo dieci, il primo stacco era di bolina piena ed attraversava proprio le famose Bocche che in questo caso erano calme o quasi. Ora vi è da risalire tutta la Corsica, lato est, il vento si mantiene leggero sempre da est, battagliamo con i primi 5 equipaggi, che, come naturale adottano diverse strategie di percorso Noi optiamo per una rotta larga dalla costa dove pensiamo ci sia più vento. Va molto bene inizialmente ma poi finisce totalmente il vento e ci impantaniamo in una piattana tra l’Elba, Capraia,Capo Corso, Giraglia.avevamo calcolato di arrivare all’una di notte in Giraglia invece sono le sei del mattino. Iniziamo a scendere dal lato ovest, il vento ci fa tenere larghi, la paura è di avvicinarsi troppo ed essere coperti dalle montagne. Facciamo bene i calcoli, giornata splendida, vento da nord in progressivo aumento, facciamo timonare Nicolas, un ragazzo di metri 1’95 per 110 kg di peso, si dimostra capace, bene. Aumenta il vento, 15/20/27 nodi con raffiche a 33nodi. Prende il timone Alessandro che timona benissimo, la barca vola sull’acqua, avevamo il Gennaker che è di 360 metriquadri. Ci troviamo in mezzo ad onde formate,schiumate,piuttosto corte, la velocità di Aria aumenta progressivamente.

Ci aveva fatto sfoggio di 15 nodi ma non bastano più, 17/18 con un tocco a 19, record per ora, ci accorgiamo però che tende a straorzare, Alessandro la tiene bene per qualche minuto, poi, un’onda più grande delle altre ci fa straorzare, significa che Aria mette la prua al vento nonostante il timone le comandi di proseguire, si gira la prua a sinistra, si inclina totalmente verso destra spinta dalla forza delle vele.

Le vele dovrebbero sganciarsi e volare a bandiera ma cosa succede, la controscotta del Gennaker era stata erroneamennte fissata al bozzello e la driza non è stata sganciata.

Aria stesa sul fianco dx ,vele gonfie a metà ma sufficienti a tenerla sdraiata, noi tutti appesi come pipistrelli alle draglie, solo Angelo che dormiva in cabina si è ribaltato ma nulla.

Vari minuti di dramma, non riusciamo a fare nulla, un’onda enorme entra nel pozzetto e lo semiriempie, finalmente il tessuto della vela Gennaker, cede ed esplode come una fucilata e il vento fuoriesce e permette alla barca di faticosamente alzarsi Io mi trovo dietro il timoniere Alessandro, assisto alla straorzata che sinceramente mi aspettavo perchè l’aumento repentino del vento e del mare mi avevano fatto temere, ne avevo appena parlato con Alessandro e mi aveva detto che era impossibile ridurre in quelle condizioni.

La leva di movimento idraulico della centralina , messa in una posizione assurda, mi si infila nelle cinghie del giubbino di sicurezza e mi impedisce di muovermi, scivolo inesorabilmente in avanti, le mani le braccia, sono impegnate a tenermi aggrappato alle draglie, me la vedo brutta, fortunatamente Lorenzo e Andrea vedono e con decisione mi prendono brutalmente e mi trascinano in sicurezza, li devo ringraziare pubblicamente. Aria faticosamente cerca di rialzarsi, le innumerevoli cuciture della tela si sgranano e si sfilano, il vento sibilando se ne passa via. Andrea ed il sottoscritto prendiamo il timone mentre tutti gli altri cercano di ricuperare la vela che è enorme e copre tutto il mare sottovento.

Il pericolo era netto, se la vela va sotto la barca , timone, albero , elica, bulbo, non potremo più governare, fanno degli sforzi immani, la calza in acqua funge da ancora galleggiante e ci vogliono gli sforzi di tutti per riuscire a portarla a poppa.

Questa operazione credo che sia durata forse un’ora o più.

Mettiamo la vela nel Lazaretto, lo riempie tutto, ci organizziamo e ci accorgiamo che la controscotta aveva purtroppo un nodo di sicurezza, uno di noi l’aveva fatto inavvertitamente.

Ci serve di lezione, la controscotta su queste barche, non deve essere mai con il nodo, deve essere libera di fare sventare il Gennaker.

Ci lecchiamo le ferite, fuori il fiocco, riordinata la barca ripartiamo, nel frattempo le raffiche sembrano diminuite e continuiamo su una rotto conservativa verso sud sud/est e ci avviciniamo all’isola.

Questo inconveniente di percorso ci ha fatto perdere un sacco di tempo e di più, non abbiamo il Gennaker che ci sarebbe servito moltissimo anche dopo.

Eravamo in terza posizione in reale, il branco di Lupi affamato ci ha raggiunto e superato.

In copertura dell’Isola il vento scompare, le montagne della Corsica sono molto alte ed il cono d’ombra è molto accentuato.

Fermi immobili, cambio frenetico di vele, A 0 , windseeker, almeno un’ora per fare un miglio, poi arriva un poco di brezza, ne usciamo, ci muoviamo e nel golfo successivo Ricadiamo nella stessa situazione.

Per ben tre volte ci succede questo mentre vediamo al largo i Lupi che con gli occhi rossi ci sfilano via.

Occhi rossi perchè ci sfilano da dx a sx.

A circa 50 miglia dall’arrivo iniziamo a sentire il vento, quello vero, viene dalle bocche, rinforza fino a 20/25 nodi, costante fresco ed instancabile.

Le vele vengono regolate in un modo magistrale, il fiocco sembra una lama metallica, meglio non si può, la Randa , enorme, che io avrei terzarolato, rimane tutta tesa,Vang tirato al massimo, paterazzo teso via..

Andrea è un Randista d’eccezione, si trova una Randa da gestire con un Boma enorme, la Randa è rullata nel Boma stesso, facilita le operazioni ma naturalmente il meccanismo ha un certo peso e si sente.

La scotta Randa è praticamente seviziata in continuo , Aria ha un punto fisso, non ha il trasto, il Randista è sempre in posizione defilata in Falchetta a circa due metri dall’winch centrale ed il pulsante di avvolgimento si trova proprio li. L’enorme pressione di utilizzo, di Bolina, fa si che il lamento della scotta si trasmette a tutta la barca che essendo tutta in Carbonio, trasmette amplificando. Vi sono dei momenti che sembrano degli scoppi di mortaretti ma di quelli grossi. Da uno come Lui c’è solo da imparare, ha un grande difetto, fuma, e mentre all’inizio si metteva a poppa nell’angolino, verso la fine fumava spudoratamente .

Siamo di Bolina,vi sono da 20 a 25 nodi, stringiamo al massimo e riusciamo a tenere la rotta, la barca stringe di Bolina, è una bellissima scoperta per una barca di queste dimensioni e di questa forma specialmente di poppa.

Vedendo le tracce ho visto moltissime barche che non riuscivano a risalire ed erano costrette fare innumerevoli virate.

Al timone è un’altra storia, una cosa è timonare normalmente, una cosa è timonare in regata con condizioni impegnative e fare correre la barca. Appena c’è un calo di vento si deve creare il vento apparente e, coadiuvati dal Randista, sparare al massimo, entusiasmante. Alessandro in questa cosa è maestro e timona fino a Bonifacio. La velocità è sempre da 9 a 10 nodi, seminiamo tutti i Lupi, non hanno più gli occhi rossi, eh eh.

L’unico che resiste è un Grandsoleil 54 con 15 persone di equipaggio, resiste ma viene sverniciato.

Arriviamo a Bonifacio alle 7.03 del 19 ottobre, venerdì.

In reale siamo quinti, nessuno lo menziona, in compensato siamo 15 esimi .

Se non avessimo avuto la straorzata ecc. ecc. avremmo potuto arrivare nei primi dieci sicuramente, sarà per la prossima.

L’amico Simone, armatore di Muzyka 2, arriva vicino al ns. attracco, ha fatto una bellissima regata piazzandosi tra i primi , è uno degli Armatori più caparbi che conosco.

Alle 15 dello stesso giorno ripartiamo perchè io dovevo essere di rientro per impegni, ritransitiamo questa volta all’interno di Lavezzi, guidati da Alessandro che conosce perfettamente i fondali e quelle zone, per me le conosce tutte, ogni posto dove vado mi dice dove devo ancorare, la protezione ai venti, il fondale ecc. è un Portolano vivente. Il pilota automatico, che precedentemente era stato staccato per la Regata, si timona meglio, viene ricollegato, fatta la rotta, con la Randa issata, facciamo a motore,2.000 giri.circa 9,5 nodi. Il ronfare dello Yanmar, non sottosforzo, è veramente rassicurante, i ragazzi ci permettono di dormire tutta la notte, il mare è buono e la spinta sulla Randa è blanda non siamo molto inclinati.

Arriviamo presto, all’alba, che poi ora sono le sette, alba bellissima,  entriamo a Cala dei Medici al ns. G41 e iniziamo il disarmo ed in parte la messa in ordine della barca. Quante cose ci sono da fare , meno male che tutti si sono dati da fare.

Nato, il tuttofare e Andrea, si fermano perchè hanno l’aereo da Pisa a Catania la Domenica, Angelo con il suo cavallo di acciaio va a Roma da suo figlio, Ulde (abbreviazione di Ulderico) viene ripescato dalla moglie, Lorenzo e Filippo rientrano dalle consorti, Alessandro rimane alla barca, Nicolas corre via a fare delle regate mentre Andrea verrà ripescato dalla fidanzata nel pomeriggio.

Io parto alle 15 ed alle 18,30, come da copione sono a casa.

Se vi ho annoiato non leggetela

Ciao a tutti

Federico

Ultimo aggiornamento Domenica 28 Ottobre 2018 12:22

 

I Nostri Sponsors e Sostenitori

  • Sponsor AVAS
  • Sponsor AVAS
  • Sponsor AVAS
  • Sponsor AVAS
  • Sponsor AVAS

messina

Amici AVAS

  • Amici AVAS
  • Amici AVAS
  • Amici AVAS

portoturistico

Registrazione Utenti

Free Joomla Templates by JoomlaShine.com